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“Lavoro e riscatto tra le mura di un carcere” | A Bollate gli studenti del POLIMI incontrano Bee.4 | 18 luglio 2025

By 18 Luglio 2025Agosto 28th, 2025No Comments

“Le etichette ora sono solo sui vestiti”:

bee.4 e POLIMI insieme a Bollate per parlare di lavoro, riscatto e seconda possibilità

Le etichette ora sono solo sui vestiti.” Una frase pronunciata da un operatore bee.4 durante un incontro con gli studenti dell’Executive MBA Flex del POLIMI Graduate School of Management ha sintetizzato meglio di qualsiasi presentazione lo scambio diretto che può nascere in carcere attraverso il dialogo, capace di abbattere stereotipi e riportare alla luce l’umanità.

Venerdì 18 luglio, al Teatro della Casa di Reclusione di Bollate, si è svolto l’evento “Lavoro e riscatto tra le mura di un carcere – L’esperienza di bee.4 altre menti”. Abbiamo accolto gli studenti del master guidati dalla professoressa Margherita Pero, insieme al nostro staff e a Martina Radice, Transformation Manager Servizi ai Clienti di A2A Services & Real Estate.

Dopo le introduzioni, la parola è passata agli operatori bee.4, che hanno condiviso le proprie storie personali e professionali in un dialogo aperto con i partecipanti. Raccontare emozioni, fragilità e la possibilità di ricostruire la propria vita attraverso il lavoro è sempre impegnativo, e proprio per questo il confronto con chi arriva dall’esterno si è trasformato in uno spazio di libertà, riconoscimento e rinnovata fiducia.

M. ha raccontato quanto sia stato importante poter parlare con gli studenti e sfatare pregiudizi molto diffusi: “Avere l’opportunità di incontrare, parlare e confrontarsi con persone esterne che probabilmente avevano un’idea del carcere e del lavoro in carcere confusa, è stata un’occasione non da poco. Condividere emozioni, empatia, la possibilità di mantenere la famiglia, la crescita personale e lavorativa che bee.4 mi ha dato è stato meraviglioso. Nei loro occhi ho visto nascere la vera realtà di ciò che viviamo, prendere il posto delle leggende metropolitane negative. Se prima le etichette erano sulle persone, adesso sono soltanto sui vestiti.

R. ha sottolineato la forza dello sguardo, quando diventa capace di andare oltre le apparenze: “Accorgersi di essere guardato con occhi diversi, capaci di vedere l’uomo prima del detenuto, è un’iniezione di fiducia, speranza, incoraggiamento e forza. Occhi che comprendono la fragilità, la consapevolezza dell’errore, ma anche la volontà di rinascita e riscatto. Occhi che riconoscono il lavoro come un’opportunità preziosa per offrire una seconda possibilità. Occhi nuovi.

L’incontro è stato anche l’occasione per dare voce ai nostri partner. Martina Radice ha raccontato il progetto avviato con bee.4 da A2A, legato allo sviluppo di un outsourcing sostenibile dei servizi in carcere: “Abbiamo scelto di guardare oltre i confini tradizionali dell’impresa e di costruire con bee.4 una partnership che generi valore a tutto tondo: per le persone detenute, per i nostri clienti e per la collettività. È nato così uno scambio umano ricco e stimolante, che ci ha permesso di condividere esperienze e riflettere su come integrare impatto sociale, sostenibilità e business.

La giornata si è conclusa con un confronto collettivo in cui studenti e operatori hanno potuto restituire emozioni e pensieri. In molti hanno raccontato di aver cambiato prospettiva, di aver visto dietro la parola “detenuto” delle persone con storie, fragilità e possibilità di riscatto.

Esperienze come questa mostrano come il carcere, attraverso il lavoro, possa diventare un luogo di scambio e di crescita reciproca. Per chi vive la detenzione, che trova nuove opportunità e dignità, e per chi entra da ospite e scopre un mondo diverso da quello che immaginava.